Novella I — Cicli del Multiverso

Polline di Sogno

Hai mai osservato il polline sospeso in un raggio di sole: minuscole particelle dorate che sembrano fluttuare senza peso, e resistere all’aria che dovrebbe disperderle?

Una stanza d'ospedale, un pomeriggio di pioggia toscana, il 14 novembre 1986. Un neutrino testimone registra ciò che accade. Un fotone raccoglie qualcosa che la fisica non prevede: il Polline, il residuo quantistico di un amore che rifiuta di disperdersi.

Da lì comincia un'attesa lunga anni. Il Polline non fa nulla: aspetta. Aspetta che il tempo faccia il suo corso e che qualcuno cresca abbastanza da poter ricevere ciò che gli era stato preparato.

Il tema

È la novella che sta a monte di tutto: da dove viene la voce che Tiziana sente fin da bambina, e perché quella voce ha scelto proprio lei. La morte, qui, non è trattata come una fine da consolare, ma come una domanda di fisica: dove va ciò che non si distrugge?

Chi ha letto il romanzo trova qui l'origine di cose che lì compaiono già formate.

Dove si legge

Questa novella fa parte di Cicli del Multiverso — V Novelle, Volume I, insieme alle altre quattro.